Sicily Cinema - I cinema siciliani on-line

La Sicilia, con le sue tradizioni, la sua storia millenaria, i suoi paesaggi sconfinati in cui già si trovano le prime contraddizioni isolane costituite dall'alternanza tra speroni rocciosi e distese pianeggianti, i suoi abitanti che tendono più che mai ad esser in simbiosi con la propria terra, è tutto un mondo da scoprire.

Un buon metodo di lettura e di conoscenza dell'isola è senza ombra di dubbio il cinema.

In effetti, la Sicilia è una fonte inesauribile di storie nuove ed atmosfere sempre suggestive e coinvolgenti che interessano non solo il cinema, ma anche la letteratura, due forme espressive che spesso si uniscono, pur mantenendo sempre la propria identità, nel tentativo di offrire delle piacevoli rappresentazioni dell'isola stessa.

Parlare di cinematografia in relazione alla Sicilia vuol dire ricordare una serie di film spesso ineguagliabili, dei capolavori realizzati grazie alla partecipazione di grandi interpreti italiani e stranieri e che hanno trattato varie tematiche, da quelle comiche a quelle d'amore, da quelle storiche a quelle mafiose.

La cinematografia italiana e straniera si è molto interessata alla Sicilia ed i nomi ricorrenti e celebri che hanno rappresentato l'isola sono Visconti, Germi, Rosi, Taviani, ai quali si aggiungono quelli di artisti più "giovani" del calibro dei "Premi Oscar" Tornatore e Benigni e di Gianni Amelio.

Affrontare il binomio Sicilia-Cinema vuol dire anche adottare criteri di scelta nel ricordare i numerosissimi film ed interpreti che hanno contribuito a rendere molto ricco tale settore.

Le bellezze paesaggistiche siciliane hanno ospitato vari set cinematografici, a partire dalla cittadina di Aci Trezza - Ct - che nel 1948 ospitò Luchino Visconti ed il suo gruppo di lavoro per la realizzazione de "La terra trema".

La città dei faraglioni collaborò non solo come teatro della rappresentazione con chiari contorni urbani e con le sue bellezze, ma anche con alcuni dei suoi abitanti, circa una trentina, che furono coinvolti nel film come attori, i cui nomi non furono però citati nei titoli di coda ma che comunque restarono nella memoria cittadina e che sognarono spesso un rifacimento del film.

Anche il film di Francesco Rosi "Salvatore Giuliano", realizzato nel 1962 con gli attori Salvo Randone, Frank Wolff e Pietro Cammarata, è completamente girato in Sicilia e precisamente nei luoghi legati al famoso bandito (Montelepre - Pa -, dove il bandito nacque, e l'ambiente circostante costituito in prevalenza da montagne, a partire da Montedoro dove spesso il bandito si rifugiava, e Castelvetrano - Tp - dove egli visse l'ultimo periodo della sua vita e dove fu trovato morto).


La scelta dei luoghi fu determinata, come ammise lo stesso regista, per ottenere un maggiore coinvolgimento emotivo alla vicenda che si stava narrando.

Lo stesso tema è stato successivamente ripreso dal regista Michael Cimino nel 1987 per la realizzazione de "Il Siciliano". In questo caso la storia del famoso bandito siciliano, qui interpretato da Cristopher Lambert, ebbe una diversa ambientazione cinematografica, cioè Sutera - Cl -.

La città fu scelta perché molto somigliante, per struttura, a quella originaria del bandito e per mantenere un certo alone di riservatezza attorno alla produzione.

Il regista genovese Pietro Germi (1914-1974) ha scelto di ambientare alcuni dei suoi film a Sciacca - Ag - e precisamente per realizzare "In nome della legge" nel 1949 e "Sedotta ed abbandonata" nel 1964.

I vari luoghi della cittadina sono stati ripresi nei due film per intrecciarsi meravigliosamente con le vicende narrate tanto da confondersi con esse. Pensare di rivedere oggi gli stessi luoghi è un'impresa ardua perché il tempo e soprattutto l'azione dell'uomo li ha notevolmente modificati.

Da citare, ancora, "Nuovo Cinema Paradiso" realizzato nel 1988 da Giuseppe Tornatore, film premiato con l'Oscar.

Il film va ricordato come una testimonianza d'affetto nei confronti del cinema.

In questo film si hanno numerosi riferimenti a film celebri, a partire da "La terra Trema", i cui titoli di coda scorrono nel cinema colpendo gli analfabeti e curiosi clienti, e "Catene".

Il film va ricordato come uno squarcio della storia del costume, cioè di come il cinema ha saputo coinvolgere e far sognare chi vi si accostava e come un buon strumento di aggregazione.

Alcune scene del film furono girate a Cefalù - Pa -, ed esattamente quelle riguardanti il porticciolo e le distese di case abbandonate, riprese che riguardano alcune fasi della crescita del protagonista del film.

Il film "L'avventura", realizzato da Michelangelo Antonioni nel 1960, fu girato nelle Isole Eolie, ed esattamente a Lisca Bianca.

Inizialmente l'isola è il teatro per l'incontro dei protagonisti del film che la scelgono per raggiungere i loro amici, ma ben presto essa si tramuta nel luogo della perdita. In effetti, durante una sosta, "Anna" (Lea Massari) scompare e "Sandro" (Gabriele Ferzertti) e "Claudia" (Monica Vitti) iniziano a cercarla. Nel frattempo tra i due nasce un sentimento, che però si rivelerà effimero quando, raggiunta Taormina, Claudia scoprirà Sandro tra le braccia di una prostituta.

Molti film sono stati girati nella provincia di Ragusa.

Un primo esempio è sicuramente "Marianna Ucria", film tratto dall'omonimo romanzo scritto da Dacia Maraini e girato da Roberto Faenza nel 1996 in buona parte a Villa Fegotto, nelle vicinanze di Chiaramonte Gulfi.

Sempre nel 1996, lo stesso scenario fu scelto dal regista Nicola Simone per realizzare il suo film "Colpo di Luna" interpretato da Nino Manfredi.

Il regista Gianni Amelio realizzò nel 1993 il film "Ladro di bambini" per la Erre Produzioni e Alia Film con gli interpreti Enrico Lo Verso, Valentina Scalisi e Giuseppe Ieracitano. Le scene sulla spiaggia e col mare furono girate sempre nella provincia di Ragusa.

Da ricordare, infine, il film "La stanza dello scirocco" tratto dal romanzo di Domenico Campana, realizzato dal regista Maurizio Sciarra ed interpretato da Giancarlo Giannini e dalla catanese Tiziana Lodato.

Gli "interni" del film furono girati nel Castello di Donnafugata ed altre scene sono state girate a Monterosso Almo.

Un successivo aspetto della cinematografia isolana riguarda gli attori nati in Sicilia e che hanno contribuito ad accrescerne la popolarità.

Un primo esempio è l'attore comico d'origine catanese Angelo Musco (1872-1937).

L'attore lavorò molto come canzonettiere e come "buffo" in numerose operette.

Lavorò molto anche per il teatro a tal punto da ricevere, da Pirandello stesso, la possibilità di lavorare rappresentando "Liolà", "La Giara" ed "Il berretto a sonagli".

Tra i suoi film occorre ricordare opere del calibro di "L'eredità dello zio buonanima" di Amleto Palermi - realizzato nel 1934 dalla Capitani Film -, "L'aria del continente" - film ispirato dal lavoro di Nino Martoglio, realizzato per la regia di Gennaro Righelli nel 1935 dalla Capitani Film -,"Fiat Volutas Dei" - realizzato sempre nel 1935 per la regia di Amleto Palermi e con la produzione di Artisti Associati - e "Pensaci Giacomino" - dal famoso lavoro letterario di Pirandello, il film fu realizzato nel 1936 per la regia di Gennaro Righelli e per la Capitani Film -.

Un altro grande attore siciliano è Giovanni Grasso (1873-1930), discendente da una famiglia di marionettisti e ricordato soprattutto per la sua recitazione estremamente dura e verista. Tra i film da lui interpretati occorre decisamente ricordare "Sperduti nel buio", un film muto del 1914 realizzato da Nino Martoglio e tratto dal dramma di Bracco.

Il film tratta di due derelitti, il cieco Nunzio (interpretato da Grasso) e Paolina (interpretata da Virginia Balistrieri), diseredata dal padre naturale, il duca di Valenza, e sfruttata dalla malavita.

"Nunzio" riesce a liberare la ragazza dalla sua schiavitù ed i due conducono insieme una vita misera mendicando.

Turi Ferro (1921) è un altro attore siciliano molto famoso. Il suo impegno lavorativo maggiore è rappresentato dal teatro, ma ha lavorato spessissimo anche per il cinema.

Si possono citare, infatti, film come "Un uomo da bruciare" (realizzato dai fratelli Taviani e da Valentino Orsini nel 1965), "Malizia" (film del 1973 realizzato dal regista Salvatore Samperi), "Il lumacone" (film del 1975 realizzato da Paolo Cavara e con gli attori Agostina Belli e Ninetto Davoli), "Il Turno" (realizzato da Tonino Cervi nel 1981 e con gli attori Laura Antonelli, Vittorio Gassman e Paolo Villaggio) e "Novella Siciliana" (opera realizzata da Wolf Gaudlitz nel 1988 per la Salafilm & Duofilm Munchen e con gli attori Hilmar Thate e Massimo Bonetti).

Indimenticabile è la coppia di attori comici palermitani Franco Franchi (all'anagrafe Francesco Benenato) e Ciccio Ingrassia che realizzarono insieme più di cento film.

Tra essi si può citare "L'Onorata Società" di Riccardo Pazzaglia girato nel 1962 insieme ad attori del calibro di Vittorio De Sica, Domenico Modugno e Rosanna Schiaffino.

Indimenticabili sono anche le trasposizioni di alcuni testi letterari in opere cinematografiche.

Molto spesso sono gli stessi scrittori siciliani che si accostano in prima persona al cinema, come nel caso di Verga che nel 1909 cedette "Cavalleria Rusticana" alla Association Cinèmatographique des Auteurs Dramatiques di Parigi.

Verga collaborò spesso nella sceneggiatura di alcuni film, a partire da "Caccia alla volpe" e "Storie e leggende del castello di Trezza".

Tra le trasposizioni cinematografiche delle sue opere si possono citare, ad esempio, quelle riguardanti "Storia di una capinera" realizzata nel 1917 per la regia di Giuseppe Sterni per la Silentium Film e quella del 1945 realizzata per la regia di Gennaro Righelli con gli attori Marina Berti, Claudio Gora e Tina Lattanzi per la Titanius.

Indimenticabili sono, inoltre, le trasposizioni cinematografiche de "La cavalleria Rusticana". L'opera verghiana è ricordata soprattutto per la sua drammaticità. Santuzza, compromessa per la sua relazione con Turiddu Macca, scopre d'esser stata tradita dal compagno che ha avuto un incontro amoroso con Lola, la moglie di Alfio di Licodiano. Lo stesso Turiddu, in realtà, era stato a sua volta tradito perché era innamorato di Lola, ma, quando ritorna dal servizio militare, scopre che la donna si era già sposata. Mentre tutta la cittadinanza sta seguendo la messa della mattina di Pasqua, Santuzza rivela tutto ad Alfio ed i due uomini si scontrano in un duello che decreterà la morte di Turiddu.

L'opera letteraria divenne un film per ben due volte nel 1916, la prima per la regia di Ubaldo Maria del Colle per la Flegrea Film e la seconda per la regia di Ugo Falena per la Tespi Film. Ci furono altre rappresentazioni di tale opera, a partire da quella realizzata nel 1924 per la regia di Mario Gargiuolo per la Film d'Arte Italiana/Lombardo Film e quella del 1939 per la regia di Amleto Palermi, per la Scalera Film e con gli attori Isa Pola, Carlo Ninchi, Doris Duranti e Leonardo Cortese.

Impossibile da dimenticare è l'incontro tra Verga ed il regista Luchino Visconti.

Ciò si ha brillantemente nel film "La terra trema" realizzato nel 1948.

Il film è tratto dal celebre romanzo verghiano "I Malavoglia" e parla della storia di 'Ntoni Valastro e della sua famiglia di pescatori. Il ragazzo è amareggiato dal fatto che il guadagno del suo duro lavoro finisca nelle mani dei grossisti, fatto che non gli permette di coronare i suoi sogni di matrimonio con Nedda e di sistemare il resto della sua famiglia.

I suoi sogni crollano del tutto quando la rivolta dei pescatori fallisce, la salatura del pesce non gli consente di ottenere i giusti guadagni e la barca di famiglia cade vittima di una tempesta. Ciò decreta la dispersione della famiglia e la sottomissione di 'Ntoni che va a mendicare un lavoro ai grossisti.

L'opera del regista milanese è degnamente ricordata come un capolavoro dagli alti echi epici e lirici, un esempio della forza della realtà popolare.

L'agrigentino Luigi Pirandello si interessò al cinema in maniera sempre crescente. L'autore collaborò attivamente dando spunti originali per la realizzazione di vari film come "Acciaio" del 1933 realizzato da Walter Ruttmann, con articoli e conferenze aventi come soggetto sempre il cinema e con la messa in scena di sue numerose opere e novelle.

Da citare, in quest'ultimo caso, sono le trasposizioni cinematografiche di "Liolà" - celebre commedia che narra delle alterne vicende amorose dell'anziano Zio Simone Palumbo e del gaio Liolà rappresentato nel 1964 per la regia di Alessandro Blasetti con gli attori del calibro di Ugo Tognazzi, Pierre Brasseur e Giovanna Ralli - e "Kaos" - realizzato nel 1984 per la regia di Paolo e Vittorio Taviani con gli attori Margarita Lozano, Claudio Bigagli e Massimo Bonetti -.

Non si possono trascurare, inoltre, film come "L'uomo, la bestia e la virtù" tratto dalla commedia omonima di Pirandello e realizzato per la regia di Steno, film che riunisce attori del calibro di Totò, Orson Welles, Viviane Romance, Franca Faldini, Mario Castellani, Giancarlo Nicotra e Clelia Matania, ed ancora le varie rappresentazioni de "Il fu Mattia Pascal", come quella realizzata nel 1925 da Marcel L'Herbier e quella più recente realizzata da Mario Monicelli dal titolo "Le due vite di Mattia Pascal".

Successivo esempio del felice connubio tra scrittori siciliani e cinema è rappresentato dalle trasposizioni cinematografiche di alcune opere di Leonardo Sciascia, a partire da "A ciascuno il suo" - realizzato nel 1967 per la regia di Elio Petri, per la casa Cemo Film e con gli attori Gian Maria Volontè, Irene Papas e Gabriele Ferzetti - e "Il giorno della civetta" - realizzato nel 1968 per la regia di Damiano Damiani per la Panda Cinematografica e con gli attori Franco Nero, Claudia Cardinale e Lee J. Cobb -.

L'incontro tra Sciascia ed il cinema si ha anche con il film di Gianni Amelio "Porte Aperte" - realizzato nel 1990 per l'Istituto Luce Ucrania Film e con gli attori Gian Maria Volontè, Ennio Fantaschini e Vitalba Andrea - e con il film di Emidio Greco "Una storia semplice" - realizzato nel 1991 per la BBE Internatinal-Claudio Bonivento Production e con gli attori Gian Maria Volontè, Ennio Fantaschini, Ricky Tognazzi e Massimo Ghini -.

Lo stesso Sciascia ammise di sentirsi molto debitore nei confronti del cinema grazie al caratteristico modo di raccontare che ha tale strumento di comunicazione, così come il cinema, del resto, è debitore nei confronti di questo genio letterario siciliano dal quale attinse molto quando si voleva parlare di mafia, politica, giustizia, di intrighi dal chiaro riferimento a tematiche civili e sociali.

Vitaliano Brancati può esser degnamente ricordato come un illustre figlio della Sicilia e come un intellettuale che si distinse per le sue attività di letterato, critico cinematografico, commediografo e sceneggiatore.

Come autore teatrale, soprattutto nella maturità, si distinse per la trattazione di alcuni temi ricorrenti come l'osservazione dei costumi e la trasposizione, spesso esagerata, dei vizi della provincia.

Lo scrittore nativo di Pachino - Sr - aveva pubblicato il racconto "Il vecchio con gli stivali" da quale si ottenne l'idea per la sceneggiatura del famoso film "Anni Difficili" realizzato nel 1948 dal regista Luigi Zampa, girato a Modica - Rg -ed interpretato dagli attori Ave Ninchi, Umberto Spadaro e Massimo Girrotti.

Tale lavoro è l'esempio classico della massima fedeltà tra cinema ed opera letteraria, è la testimonianza di come il protagonista Aldo Pisciatello è un antieroe, un uomo destinato a sottostare alla mentalità della sua Modica per esser successivamente e nuovamente sconfitto quando i tempi cambiano sotto il vento del fascismo e della democrazia.

Il binomio Brancati-Zampa merita d'esser ricordato non solo per questo film, ma anche per "Anni Facili" del 1953 e "L'arte di arrangiarsi" del 1955, film che costituiscono una chiara testimonianza della forza della Sicilia e primi esempi di satira sociale e politica.

Da citare, inoltre, il film "Paolo il caldo", sempre tratto da un romanzo di Vitaliano Brancati, realizzato da Marco Vicario con gli attori Giancarlo Giannini, Rossana Podestà, Gastone Moschin, Marianne Comtell, Ornella Muti, Fermi Benussi, Neda Arneric, Riccardo Cucciolla, Adriana Asti, Vittorio Caprioli e Lionel Stander.

Infine, dal felice connubio Brancati cinema nacque uno splendido film, "Il bell'Antonio", interpretato dall'indimenticabile Marcello Mastroianni insieme a Claudia Cardinale e Perre Brasseur e realizzato nel 1960 dal regista Mauro Bolognini per l'Arco Film.

Il tema centrale del film è la difesa della virilità: Antonio Magnano (M. Mastroianni) ritorna alla sua Catania dove è costretto ad affrontare una situazione molto difficili, la difficoltà della moglie ad avere rapporti sessuali.

Per difendere "l'onore" della famiglia, il padre di Antonio morirà tra le braccia di una prostituta ed Antonio diffonde la notizia di esser il padre del bimbo della serva di casa. Tale film è una critica acuta e senza possibilità di riscatto alle convenzioni, alle apparenze che spesso sono dure a morire.

Tra le altre trasposizioni cinematografiche di opere letterarie occorre citare quella del romanzo di Luigi Capuana "Il Marchese di Roccaverdina" realizzata da Fernardo M. Poggioli nel 1943; il film è intitolato "Gelosia", ha come interpreti Luisa Ferida, Ronaldo Lupi ed Elena Zareschi e fu prodotto da Cines-Universalcine.

"Il Gattopardo", film del regista milanese Luchino Visconti (1906 -1976), è tratto dal classico di Tommasi Di Lampedusa e fu realizzato nel 1963 per la Titanius e con gli attori Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale.

Il film va ricordato come uno spaccato della società siciliana al tempo dell'impresa dei garibaldini, dell'avvicinamento di due differenti classi sociali attraverso una proposta di matrimonio (da una parte c'è Tancredi-Alain Delon, esponente della vecchia classe nobiliare siciliana che dalla sua parte ha solamente il buon nome ed il rango e Angelica - Claudia Cardinale, esponente della nuova classe media emergente che non possiede cultura ma che può contare su un ingente patrimonio. Il film è un tipico specchio dei travolgimenti sociali che riguardarono la Sicilia in quegli anni ed il tutto è reso ancora più vivo dai discorsi disincantati del Principe di Salina che denunciano, con il loro pessimismo, la fine di un'epoca con la dissoluzione che il ceto nobiliare si appresta a vivere.

Infine, occorre citare "Diceria dell'untore", opera realizzata nel 1990 da Beppe Cino e tratta da un romanzo di Gesualdo Bufalino con gli attori Franco Nero, Lucrezia Lante Della Rovere, Fernando Rey, Remo Girone, Salvatore Cascio, Dalila Di Lazzaro, Gianluca Favilla, Nando Murolo, Egidio Termine e Vanessa Redgrave.

Il film va ricordato per l'estrema fedeltà data allo spirito del testo letterario, per l'intensa interpretazione degli attori e per l'attenta rappresentazione della cruda ed estrema realtà del sanatorio.

Il contatto tra la Sicilia ed il cinema si può vedere sotto una diversa angolazione, cioè quella che unisce i grandi registi alle tematiche siciliane.

Un primo esempio è dato dalla forte presenza del regista genovese Pietro Germi (1914-1974).

Sorvolando sui già citati "In nome della legge" (film di mafia del 1949 per la Lux Film e con gli attori Massimo Girotti, Jone Salinas, Charles Vanel e Saro Urzì tratto dal romanzo dell'ex magistrato Giuseppe Lo Schiavo) e "Sedotta e abbandonata" (film realizzato nel 1964 con gli attori Stefania Sandrelli, Saro Urzì e Aldo Puglisi per la Ultra-Vides-Lux Film), il binomio Germi-Sicilia si ricorda degnamente per lo splendido film "Divorzio all'italiana" e "Il cammino della speranza".

"Divorzio all'italiana" fu girato nel 1962 con gli attori Marcello Mastroianni, Daniela Rocca e Stefania Sandrelli.

Ad Agramante, un paesino disperso nella provincia siciliana, il barone Fefè Cefalù (Mastroianni) ha per moglie una donna gelosa e trascurata, rappresentata dalla Rocca, e nel contempo è innamorato, e ricambiato, dalla cugina (rappresentata dalla Sandrelli). Il barone, per coronare il suo sogno d'amore, ha come sola via d'uscita quella data dal "delitto d'onore". Spinge la moglie nelle braccia dell'ex spasimante per poterli così cogliere in flagranza di reato, cosa che però non accade perché i due amanti riescono a fuggire prima dell'arrivo del barone. Così egli diventa lo zimbello del paese e la vendetta diventa quasi un obbligo: quando Fefè trova ed uccide i due amanti ottiene un processo trionfale che si chiude con la condanna al minimo della pena, tre anni di reclusione. Quando Fefè torna ad esser un uomo libero, può finalmente sposare l'amata cugina, non sapendo che la donna incomincerà a tradirlo già dal viaggio di nozze.

"Il cammino della speranza" fu girato nel 1950 con gli attori Raf Vallone, Elena Varzi, Saro Urzì e Franco Navarra.

La tematica affrontata è sociale e riguarda le vicende di un gruppo di minatori dopo la chiusura delle miniere e la loro conseguente emigrazione.

Da non dimenticare è decisamente l'ingente produzione del regista napoletano Francesco Rosi. Il suo legame con la Sicilia si vede già dall'esordio della sua carriera, quando lavorò come aiuto-regista per Luchino Visconti per la realizzazione de "La terra trema".

I suoi primi film si ricordano come una sorta di denuncia sociale e danno una chiara idea di come il regista elaborò un suo codice linguistico-cinematografico del neorealismo. Se il suo capolavoro eccellente è il già ricordato "Salvatore Giuliano", indimenticabili restano altri film, dalle chiare tematiche sociali.

Da citare, innanzitutto, è il film "Il caso Mattei" girato nel 1972 ed interpretato magistralmente da Gian Maria Volontè, Franco Graziosi e Luigi Squarzina.

Il film-inchiesta tratta dell'attività di Enrico Mattei e del contesto storico in cui essa si svolse ed anche della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro che lavorava per il quotidiano "L'Ora" di Palermo.

Un film dalla chiara tematica mafiosa realizzato da Rosi è "Lucky Luciano" realizzato nel 1973, prodotto da Franco Cristaldi per la Titanius ed interpretato in maniera magistrale da Gian Maria Volontè, Edmund ÒBrien, Vincent Gardenia, Silverio Blasi, Charles Cioffi, Larry Gates e Rod Steiger.

Il film è una sorta di biografia del gangster che evitò l'ergastolo grazie all'aiuto che diede agli Alleati durante lo sbarco in Sicilia e che, ritornato in Italia, continuò le sue attività illegali di controllo sulla mafia italo-americana finché non morì a causa di un infarto.

Infine, occorre citare il film "Cadaveri eccellenti", opera tratta dal lavoro di Leonardo Sciascia "Il contesto" e realizzata nel 1976 con gli attori Lino Ventura, Alain Cuny e Tino Carraro.

Il film ha una doppia ambientazione (Sicilia-Roma) e dimostra ancora una volta che il connubio Sciascia-cinematografìa permette di creare delle opere dagli intrighi sociali e politici davvero corposi e dai chiari richiami sociali e politici. In questo caso il protagonista è l'ispettore Rogas che indaga sulle morti sospette di alcuni procuratori e giudici, cioè delle personalità importanti, "eccellenti", finché non scopre un contesto eversivo particolare, una sorta di potere negativo che si è fortificato creandosi una discreta rete di interessi economici ed intrecciando legami sociali. Il film non ha un lieto fine poiché si conclude con la morte dell'ispettore.

Da citare, infine, il film "Johnny Stecchino" realizzato nel 1991 da Roberto Benigni, opera che ha come interpreti lo stesso regista, sua moglie Nicoletta Braschi e Paolo Bonacelli.

In questo film la mafia ha un ruolo quasi di secondo piano visto che il film punta soprattutto sulla comicità e sulla valorizzazione del personaggio "buono", cioè Dante, il conducente dell'autobus per ragazzi portatori di handicap e che ha una notevole somiglianza con il mafioso pentito Johnny.

Da ricordare è il binomio Lina Werthmuller-Sicilia rappresentato, ad esempio, dal film "Mimì metallurgico ferito nell'onore", opera realizzata nel 1972 ed interpretata magistralmente da Giancarlo Giannini, Mariangela Melato ed Agostina Belli e con la partecipazione straordinaria di Turi Ferro.

Il film va ricordato per l'evidente sapore caricaturale su numerosi pregiudizi siciliani ed ha per protagonista il siciliano "Mardocheo Carmelo" (G. Giannini) che emigra a Torino dopo che nella sua città natale si è scoperto per chi aveva votato e che torna in Sicilia con un'amante ed un figlio per scoprire che anche la moglie aveva trovato un amante ed ora attende un figlio, onta che va cancellata da parte di Mimì trovandosi una terza amante.

La Werthmuller tornerà a trattare tematiche siciliane, ad esempio nel 1978 con la realizzazione del film "Fatti di sangue fra due uomini a causa di una vedova" interpretato da Sofia Loren, Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini.

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